Inserito da: southcom | 22 Novembre 2008

Ti svegli ogni mattina…respirando la diossina!

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Sul sito web http://www.ail.taranto.it/ail_home.php potete firmare un’interessante iniziativa dell’A.I.L. contro gli abusi ambientali dell’ ILVA S.p.A, dell’ENI S.p.A., della centrale EDISON, dell’ENI POWER, della CEMENTIR che hanno sede a Taranto…ma inquinano TUTTA L’ITALIA e l’intera TERRA.

Gli obiettivi della petizione:

  1. Predisposizione a brevissimo termine di un monitoraggio 24 ore su 24, ad opera dell’ARPA PUGLIA, delle emissioni inquinanti degli impianti: ILVA S.p.A, dell’ENI S.p.A., della centrale EDISON, dell’ENI POWER, della CEMENTIR.
  2. Riduzione, in applicazione della normativa comunitaria (Decisione del Consiglio 2004/259/CE), del limite di emissione di diossina a 0.4 ng TE/m3 -0.4 nanogrammi per metro cubo normalizzato (valore espresso in tossicità equivalente), attraverso la modifica del Dlgs 152/2006 o attraverso la stipula di specifici accordi d’intesa tra lo Stato, la Regione Puglia, la Provincia di Taranto, il Comune di Taranto, e i gestori degli impianti industriali (art.5 co. 20 del D.L.vo 59/2005).
  3. Potenziamento del registro Tumori della Provincia Jonica, al fine di avere a disposizione dei dati di incidenza e mortalità per neoplasie “scientificamente rilevanti”.
  4. NON RILASCIO DELL’ Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) all’ILVA S.p.A se non dopo l’indicazione (produzioni di dati e documenti) da parte della società: 1) delle tecnologie utilizzate per prevenire o ridurre le emissioni inquinanti (in particolare, benzene, PCDD-PCDF (diossine), polveri metalliche e IPA); 2) delle misure previste per controllare tali emissioni; 3) delle migliori tecniche disponibili utilizzate per prevenire o ridurre tali emissioni.
Inserito da: southcom | 7 Novembre 2008

La moria delle api.

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Moria di api a causa di avvelenamento da neonicotinoidi.

Natura inceppata e sessualità vegetale (e non solo) compromessa.

Una cartolina dall’apocalisse?

Questo e ciò che emerge dal 3° episodio di “Malpelo”.

Qui i link.

Malpelo – La moria delle api (1^ Parte – Terza Puntata)

Malpelo – La moria delle api (2^ Parte – Terza Puntata)

Malpelo – La moria delle api (3^ Parte – Terza Puntata)

Inserito da: southcom | 5 Novembre 2008

Benvenuto Presidente!

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Non sono americano,

non so se avrei voluto esserlo,

ma di sicuro avrei voluto essere a Chicago la scorsa notte,

non per salire sul cavallo del vincitore,

ma per condividere la gioia e l’entusiasmo di un grande Paese che sta imboccando la strada giusta,

un Paese giovane e consapevole delle sue scelte,

un Paese con la lucidità di chi sa guardare avani e trovare la forza di cambiare, non solo sopportare,

un Paese che ha scelto davvero.

In bocca al lupo, Presidente Obama.

Adesso tocca a Noi!

Inserito da: southcom | 24 Ottobre 2008

Acciaio? Ne serve davvero così tanto?

E’ davvero plausibile che nel 2008 serva tutto questo acciaio?

Certo, c’è da costruire elettrodomestici, cemento armato (tossico e sostituibile con soluzioni eco sostenibili), scolapasta di Ikea…come rinunciarvi?

In realtà tutto questo acciaio non serve e, visto il prezzo (in vite umane) da pagare, considerato che il riciclo dell’acciaio è possibile (mantenendo la stessa identica qualità).

I fatti?

Dal quotidiano “Tarantosera” del 18 ottobre 2008 si legge:

“TARANTO - Il colosso dell’acciaio rallenta.

Tutta colpa della crisi del settore che sta piano piano azzerando le commesse.

E così l’Ilva pigia sul freno della produzione.

Perchè i magazzini già scoppiano di acciaio e non si sa più dove metterlo.

Oltre un milione di tonnellate di acciaio è ammassato nei depositi situati lungo la statale 106, nei pressi del porto industriale.

Un imponente tappeto nero di tubi e coils in attesa di compratori.

Il mercato dell’acciaio, però, langue, risentendo delle difficoltà del settore automobilistico e degli elettrodomestici.

Per ora quindi, la risposta di Ilva è che si frena nella speranza di scongiurare un disastroso blocco della produzione della grande fabbrica di Taranto.

Ieri mattina le difficoltà del momento sono state affrontate di un incontro tra il segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm, Giuseppe Lazzaro, Franco Fiusco e Rocco Palombella, ed Italo Biagiotti, responsabile del personale.

Si sono studiate le strategie attraverso le quali rallentare il ritmo produttivo. L’obiettivo primario è quello di smaltire almeno una parte di quanto già prodotto.

Contemporaneamente nell’Ilva è stato già individuato ogni spazio utile per stoccare i grossi nastri d’acciaio e i tubi. Intanto l’auspicato rallentamento produttivo dovrebbe realizzarsi mediante l’ ottimizzazione delle ferie. Il meccanismo della vacanza forzata riguarderà 180 lavoratori tra treno nastri uno e laminatoio a freddo.

Di questi settanta appartengono all’Altoforno quattro in via di rifacimento.

Dovevano rientrare a dicembre, ma le attuali difficoltà di mercato dell’Ilva, potrebbero imporre un rinvio della riaccensione dell’impianto, mentre in marcia dovrebbero rimanere gli altri tre.

Si vuole ridurre la produzione di un milione di tonnellate su base annua, grazie alla rivisitazione dei turni di lavoro che dovrebbero passare, con le ferie forzate, da ventuno settimanali a quindici. In questa maniera si punta a smaltire il prodotto già in magazzino, guardando sempre all’annunciata ripresa del mercato.”

Un cosiglio per la famiglia Riva? …è arrivato il momento di riconvertire in attività eco sostenbili!

Inserito da: southcom | 24 Ottobre 2008

Salute e Lavoro: Il caso Taranto

Egregio servizio sull’infelice binomio salute/lavoro che attanaglia da decenni la città di Taranto.

Una città ricca di risorse naturali, turisiche, culturali ed umane decapitata da uno sparuto drappello di imprenditori (non residenti a Taranto) che facendo miserabilmente leva sulla necessità del lavoro fa chiudere un occhio alle istituzioni sul disastro ambientale che si consuma giorno per giorno nella città dei due mari.

MALPELO – PRIMA PUNTATA (1a parte)

MALPELO – PRIMA PUNTATA (2a parte)

Dopo migliaia di anni sembra di assistere (questa volta impotenti) alla richiesta di sottomissione del messaggero di Serse a Leonida.

Leonida: Sottomissione… Questo può essere un problema. Vedi, si mormora che gli ateniesi si siano già rifiutati. E se quei filosofi, e se quegli effeminati hanno trovato tanto coraggio…
Consigliere Theron: Dobbiamo essere diplomatici.
Leonida: E ovviamente gli spartani, hanno una reputazione da difendere.
Messaggero di Serse: Scegli le tue prossime parole con attenzione Leonida, potrebbero essere le tue ultime da re.
Leonida: Terra e acqua…
Messaggero di Serse: Tu sei Pazzo! Pazzo!
Leonida: Terra e acqua; ne troverai in abbondanza laggiù.
Messaggero di Serse: Nessuno, né persiano né greco, minaccia un messaggero.
Leonida: Tu porti le corone e le teste dei re sconfitti fin sulla soglia della mia Sparta, tu insulti la mia regina, tu minacci il mio popolo di schiavitù e morte; ora ho scelto le mie parole con attenzione persiano, forse avresti dovuto fare lo stesso.
Messaggero di Serse: Questa è blasfemia! Questa è pazzia!
Leonida: Pazzia? Questa è Sparta!

Inserito da: southcom | 13 Ottobre 2008

Google Street View a Taranto.

Google Maps a Taranto

Google Maps a Taranto

Avvistata, fotografata e filmata (prossimamente il video) a Taranto l’autovettura “Google Street View”.

L’autovettura utilizzata da Google per il servizio “Google Street View” è stata sorpresa questa mattina alle ore 08:45 circa in Viale Magna Grecia a Taranto mentre riprendeva le strade della città dei due mari.

Google Street View è il servizio di Google che implementa il già famoso Google Maps e consente di passare dalla visione satellitare offerta da Google Maps alla visione “a terra”.

Il tutto è reso possibile grazie ad autovetture opportunemente modificate e corredate di sofisticati sistemi di ripresa a 360° che riprendono il piano stradale a pochi metri da terra, garantendo così una visione pressocchè reale della strada e di ciò che la circonda.

Inserito da: southcom | 12 Ottobre 2008

Boum! Le monde entier fait Boum!

Quarto incidente nucleare in Francia in pochi mesi.

Il gruppo Areva che gestisce l’impianto garantisce la NON contaminazione di uomini ed ambiente.

Sarà vero?

Sarà falso?

Sar…kozy?

Di seguito la notizia riportata dall’ANSA il 10-10-2008 alle 15:41:

(ANSA) – CHERBOURG (FRANCIA) 10 OTT – Un incidente nucleare di livello 1 su una scala da 0 a 7, e’ avvenuto all’interno di un impianto a La Hague, in Normandia. L’incidente, con un versamento di materiale, si e’ prodotto all’interno di un impianto per il riprocessamento del combustibile atomico. Lo rende noto il gruppo nucleare Areva che gestisce l’impianto, aggiungendo che l’incidente non ha avuto alcuna conseguenza sul personale ne’ sull’ambiente.

Inserito da: southcom | 10 Ottobre 2008

Centraline ARPA su Taranto…disservizio?

http://www.arpa.puglia.it/ReteRilevamento/Aria.aspx

http://www.arpa.puglia.it/ReteRilevamento/Aria.aspx

Vorrei segnalare un “disservizio” (probabilmente si tratta di malfunziamento) delle centraline di rilevamento degli inquinanti dell’ARPA poste nella città di Taranto.

Risulta infatti singolare che il giorno 06 ottobre 2008, quando l’intrera città (e non solo) è stata interessata da una densa nube di fumo nero proveniente dalla “centralissima” zona industriale (vedi post precedente), le centraline segnalassero aria BUONA o persino OTTIMA!

Inserito da: southcom | 6 Ottobre 2008

Vieni a ballare in Puglia…anche in autunno!

Taranto – 06/10/2008 Ore 11:30

Foto dal Ponte S.Egidio.

Qualità dell’aria?

…staremo a vedere!

http://www.arpa.puglia.it/ReteRilevamento/Aria.aspx

Inserito da: southcom | 24 Luglio 2008

Di celiachia non si muore (…di morte immediata).

Dopo la tragica morte della bambina celiaca in Sardegna (link all’articolo ANSA.it), Umberto Volta, gastroenterologo del centro per celiaci del policlinico Sant’Orsola di Bologna e presidente del comitato scientifico dell’Associazione italiana celiachia putnualizza (link all’articolo ANSA.it):

La celiachia è un tipo di intolleranza alimentare che non può portare alla morte. Se il paziente ingerisce accidentalmente del glutine, al massimo può essere colpito da disturbi temporanei, come dolori addominali, vomito e diarrea, che di solito spariscono dopo pochi giorni“.

Ebbene, questa affermazione merita una precisazione:

  • Non è vero che di celiachia non si muore. Ciò che è vero è che di celiachia non si muore all’istante (almeno, stando allo stato attuale delle ricerche sempre in continua evoluzione in questo settore), così come accade negli shock anafilattici, ma il malassorbimento di molti nutrienti essenziali è, a lungo andare, senz’altro fatale.

Il citato articolo prosegue sottolineando: “Gli esperti vogliono comunque tranquillizzare tutti i pazienti celiaci (in Italia sono 75.000 i casi diagnosticati, ma si stima che i celiaci siano più di mezzo milione) anche riguardo la sicurezza dei prodotti privi di glutine.”

“Sia gli alimenti dieto-terapeutici erogati dal servizio sanitario nazionale che quelli reperibili nei centri commerciali – aggiunge Volta – sono assolutamente sicuri. Chi volesse ancora ulteriori garanzie può scegliere i prodotti che presentano sull’etichetta il simbolo della spiga di grano sbarrata, promosso dall’Associazione italiana celiachia, che sono periodicamente sottoposti a controlli ministeriali“.

Si ricorda che in Italia il limite di tolleranza previsto dall’Associazione Italiana Celiachia per i prodotti con il simbolo della spiga di grano sbarrata è di 20 parti di glutine per milione (20 ppm).

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